I numeri che trovate in queste pagine, le immagini e le parole usate per illustrare quello che il Gruppo Fiat ha fatto e come lo ha fatto rendono solo in parte il modo in cui la nostra azienda intende la sostenibilità.
Dietro questi dati c’è un impegno serio, c’è un’intera cultura aziendale, c’è un metodo di gestione responsabile, nella convinzione che sia questa l’unica strada ad assicurare merito e dignità a qualunque risultato.
Non si tratta di una sensibilità sporadica ma di un approccio di gestione sempre più radicato in azienda, che vede in prima fila il top management. Il Group Executive Council, l’organismo decisionale composto dagli Amministratori Delegati dei settori operativi e da alcuni capi funzione, ne definisce infatti l’approccio strategico. Nel 2009, inoltre, il Consiglio di Amministrazione ha esteso le competenze del Comitato Nomine e Corporate Governance alle tematiche di sostenibilità.
Per sottolineare la nostra adesione chiara e convinta alla cultura della responsabilità, non solo economica, abbiamo deciso di aggiornare e allineare alle migliori pratiche internazionali in ambito di sostenibilità il Codice di Condotta del Gruppo, che costituisce parte integrante del contratto di lavoro per tutte le persone della Fiat nel mondo.
Nonostante il difficile contesto di mercato in cui abbiamo dovuto operare, il Gruppo ha continuato ad investire sul fronte della sostenibilità ambientale e sociale e ha raggiunto gli obiettivi fissati lo scorso anno, comunicati con la pubblicazione del primo Piano di Sostenibilità.
Il riconoscimento dell’impegno di Fiat è arrivato, nel corso dell’anno, con l’ammissione agli indici Dow Jones Sustainability World e Dow Jones Sustainability STOXX, i più prestigiosi indici borsistici ai quali accedono solo le società giudicate migliori per la gestione del proprio business secondo criteri di sostenibilità.
La nostra azienda è stata anche riconosciuta da SAM, società specializzata negli investimenti di sostenibilità, come il costruttore che nel 2009 ha maggiormente migliorato le performance di sostenibilità, posizionandosi con uno scarto minimo dal leader di settore. Questo è valso a Fiat i titoli di “Sector Mover” e “Gold Class”.
Si tratta, in entrambi i casi, di notizie che ci hanno fatto molto piacere, perché dimostrano che la responsabilità che sentiamo fa parte di una mentalità diffusa in azienda. È un modo di fare impresa, che spinge ogni giorno allo sviluppo di pratiche sostenibili.
Questa è una responsabilità che si manifesta su più fronti: quello dell’ambiente e della mobilità sostenibile; quello dell’attenzione alle persone, sia dentro sia fuori dall’azienda; quello di una condotta improntata all’etica e alla trasparenza.
In particolare, nel 2009, sono stati raggiunti risultati di rilievo in tutti i campi di attività.
Sul fronte ambientale, Fiat ha ottenuto, per il terzo anno consecutivo, la leadership ecologica tra i principali marchi in Europa, grazie al più basso livello di emissioni di CO
2 delle proprie auto.
Con il sistema MultiAir per i motori a benzina e il Multijet II per i motori diesel, Fiat Powertrain Technologies si è confermata punto di riferimento nel panorama motoristico per le innovazioni tecnologiche mirate alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica e di agenti inquinanti.
Dal 2009 l’intera gamma di veicoli industriali medi e pesanti di Iveco è conforme ai più severi standard europei in tema di emissioni EEV (Enhanced Environmentally-friendly Vehicles).
CNH ha sviluppato l’ABS SuperSteer
TM, che rappresenta la prima applicazione della tecnologia ABS ai trattori, in grado di aumentare la manovrabilità del mezzo e di migliorare in modo significativo la sicurezza, anche sulle pendenze più ripide.
Magneti Marelli si è confermata tra i leader nel campo della mobilità sostenibile, sviluppando importanti tecnologie telematiche, soprattutto per l’infomobilità.
Il Centro Ricerche Fiat ha continuato un’intensa attività quale polo di sviluppo scientifico del Gruppo nei progetti e nelle piattaforme di ricerca internazionali, depositando nell’anno 29 nuove domande di brevetto.
Parallelamente, è proseguito l’impegno a ridurre l’impatto ambientale dei processi produttivi. Ad esempio, gli stabilimenti di Fiat Group Automobiles nel mondo hanno ridotto, rispetto all’anno precedente, del 12,6% le emissioni di CO
2 per vettura prodotta.
Il nostro concetto di sostenibilità non si ferma ai cancelli dell’azienda.
Nel corso dell’anno la catena dei fornitori è stata sensibilizzata ad una gestione più responsabile del business attraverso la diffusione di specifiche linee guida in fatto di sostenibilità e la valutazione del relativo livello di conformità.
Per quanto riguarda l’impegno sociale, il 2009 è stato un anno molto intenso a causa degli effetti che la crisi internazionale ha prodotto sull’economia reale. Il Gruppo Fiat ha voluto gestire con profondo senso di responsabilità le conseguenze del difficile quadro economico sui lavoratori, anche nelle situazioni più critiche. In Europa, le nostre aziende hanno fatto ricorso agli ammortizzatori sociali per evitare i licenziamenti. Anche nel resto del mondo abbiamo cercato di mitigare il più possibile l’impatto sociale derivante dalla crisi.
Quello che ci siamo sempre sforzati di fare è trovare un giusto punto di equilibrio tra logiche industriali e attenzione al sociale, nella convinzione che un percorso di sviluppo industriale abbia valore solo se è anche sostenibile.